ROMA - Venerdì 20 febbraio 2009

“Meeting the Oasis tour dj”

Nel lussuoso hotel dove alloggiano gli Oasis prima del loro concerto nella capitale incontriamo Phil Smith, il tour Dj che segue la band da oltre 10 anni. Tutti lo avevamo notato nel film documentario Lord Don’t Slow Me Down che se la spassava sempre insieme alla band. Ma conoscendolo scopriamo molto di più.
E’ stato il roadie degli Stone Roses e lavorava nello staff dello storico locale Hacienda a Manchester. Conosce Noel da quando era il roadie degli Inspiral Carpets ma ignorava che sapesse suonare una chitarra. Era compagno di appartamento del produttore Mark Coyle e Married With Children è stata registrata nella camera accanto la sua.

Intervista e foto di Fabio D’Antonio

Ho visto per la prima volta PHIL SMITH a Roma nel maggio del 1995, lui era roadie per gli Stone Roses. All’epoca la band di Ian Brown e John Squire era in tour in Italia per il loro album “Second Coming” e si esibiva al Palladium. In realtà non lo conobbi, lo scambiai semplicemente per Ian Brown all’esterno del locale. Da allora penso di averlo visto in tante occasioni in tour con gli Oasis, sempre in compagnia di Liam Gallagher. Nel 1997, dopo che gli Stone Roses si sciolsero, non aveva un lavoro e Noel Gallagher ne inventò uno per lui: il tour Dj. In pratica Phil seleziona i dischi prima di ogni concerto degli Oasis e si occupa del brano di uscita della band (quello che si ascolta quando si riaccendono le luci). Dal Be Here Now World Tour è stato sempre in tour con la band e non va dimenticato che prima ancora era stato anche loro roadie (dal 1993 al primo periodo del 1995). E’ una lunga amicizia che lo lega a Noel e Liam ed è probabilmente l’unica persona che potrebbe scrivere una biografia sulla band dagli inizi ad oggi.
Quella di oggi non è la sua prima intervista in tema Oasis, è apparso anche nel making of del DVD di Definitely Maybe, in pratica il globo e i ritratti fotografici usati per la copertina del primo disco erano i suoi… e la band non glieli ha mai restituiti.

Per iniziare, e per meglio introdurre Phil ai fans, gli chiediamo di presentarsi…

Phil: “Sono nato a Manchester, adesso vivo a Londra con la mia compagna, non sono sposato…”

“Hai un soprannome?”
Phil: “No, non ne ho uno. Forse Smitty, secondo il tradizionale metodo inglese per trovare nomignoli”

“Come e quando è iniziata la tua avventura con gli Oasis?”
Phil: “Io ero un roadie prima di essere un dj ed ho iniziato a lavorare nei concerti di Manchester come local roadie nel 1987. Nel 1988 ho iniziato invece a lavorare in tour con gli Stone Roses come roadie e con loro ho fatto vari tour”…

“Ho letto dalla tua biografia che hai anche lavorato alla Hacienda di Manchester durante quegli anni… era il periodo baggy con la rinascita musicale di Manchester…”
Phil: “Si ero lì a lavorare come local roadie. Ero lì a lavorare sin da prima che iniziasse quel periodo…”

“Molti fans ignorano la scena musicale inglese di quegli anni, ma è lì che tutto ebbe inizio per gli Oasis. Era quello il periodo che iniziarono a considerare l’idea di formare una band…”
Phil: “E’ stato veramente fantastico. Un bel momento per noi. Prima che accadesse tutto era così deprimente a Manchester, tutti erano senza un lavoro e si andava verso il South (Londra). Non so come sia accaduto, ma improvvisamente Manchester è divenuto il centro dell’universo, si organizzavano party ovunque…”

“Una nuova rinascita musicale per Manchester, dopo quella che vide protagonisti gli Smiths…”
Phil: “Si… tutti ebbero un nuovo groove da allora, semplicemente esplose dal nulla. Noel dice ancora oggi che quello è stato il momento migliore della sua vita. Nonostante lui sia negli Oasis adesso. C’era da divertirsi quando si usciva a Manchester in quel periodo. E’ stato allora che ho conosciuto Noel. Lui faceva il roadie per gli Inspiral Carpets e nello stesso periodo io lo ero per gli Stone Roses”.

“Come hai conosciuto Noel?”
Phil: “In modo improprio sapevo chi fosse Noel già dal 1988, tutti nell’ambiente ci conoscevamo almeno di vista. Le band spesso suonavano negli stessi festival. Si incontravano sempre le stesse facce in certi locali”.

“Adesso è una persona diversa da quando lo hai conosciuto, è diventato una rockstar…”
Phil: “No, per la verità è esattamente uguale a come era prima. E’ la stessa persona di prima, ma con molti più soldi. Io non lo vedo cambiato”.

“Sapevi che scriveva canzoni?”
Phil: “No, non pensavo neanche che sapesse suonare la chitarra. L’ho scoperto solo quando è entrato a far parte degli Oasis. A quel tempo io avevo casa insieme a Mark Coyle ed è lì che ho conosciuto veramente Noel Gallagher. Veniva a casa nostra e lì ho scoperto che sapeva suonare la chitarra. A Manchester nessuno suona la chitarra a casa, era strano a quel tempo suonare una chitarra se eri di Manchester. A Liverpool tutti suonano una chitarra a casa, tutto il giorno. Quando ho scoperto che sapeva suonare ho anche ascoltato le sue canzoni ed ho pensato: ‘wow, fottuto inferno, le adoro’.

“Ti ha suonato le sue canzoni a casa tua…”
Phil: “Ebbene, Mark Coyle aveva un piccolo mixing desk nella sua camera da letto. Noel venne a registrarci i demo (1990). E ci portò anche la band per fare altri demo. Il sound degli Oasis è nato in quella piccola camera. Facevano parecchio ‘rumore’ nella stanza accanto la mia, anche sino alle quattro del mattino”.

“Il tutto sempre a Manchester?”
Phil: “Si, tutto è accaduto nella nostra casa di Manchester. Le versioni finali pubblicate (su Definitely Maybe e sul singolo Shakermaker) di ‘Married With Children’ e ‘D’Yer Wanna Be A Spaceman’ sono proprio quelle registrate nella nostra casa, più esattamente nella stanza da letto di Coyle”.

“Hai conosciuto prima Noel e poi Liam…”
Phil: “Si, se ricordo bene era il primo maggio 1990 la prima volta che l’ho visto. Aveva solo 17 anni ed era il fratello più piccolo di Noel. Venne a casa nostra con qualche suo amico in qualche occasione. Era un grande fan degli Stone Roses e portava anche dei suoi amici a casa nostra, bussava alla porta e chiedeva se poteva entrare. Fumavamo insieme. Aveva i capelli lunghi ed era veramente giovane”.

“Noel racconta spesso che è stato proprio ad un concerto degli Stone Roses che Liam ha iniziato a mostrare interesse per la musica e da allora ha deciso di diventare un cantante…”
Phil: “Si, prima di allora non gli interessava molto la musica, era attratto più dal genere hip hop e cose del genere. La musica che piaceva a Noel non gli interessava. Poi andò a vedere gli Stone Roses, proprio poco prima che uscisse il loro primo album. Da lì cambio completamente il suo modo di vedere la musica”.

“Posso capire cosa è successo a Liam. Ti confesso che sono un grande fan degli Stone Roses, ero al concerto al Palladium di Roma nel maggio 1995…”
Phil: “Si, ero con loro in tour a Roma, mi ricordo”.

“Hai detto che Noel non è cambiato dalla prima volta che lo hai conosciuto, ma è davvero così? Magari prima era più divertente, più rilassato. Non è facile essere sempre riconosciuto dai fans”
Phil: “Ma Noel è divertente, è sempre divertente”

“Non tutti i giorni…”
Noel appare infatti particolarmente cupo durante questa nuova visita italiana. Quattro date in pochissimi giorni lo attendono e tutta una serie di interviste (per media di tutto il mondo). Inoltre non attraversa un buon momento di salute. La conseguenza è che passa il suo tempo libero in camera ed è abbastanza riluttante ad incontrare i fans. Liam al contrario si concede ai fans, autografi e foto incluse.
Phil scoppia in una risata e poi aggiunge: “Ma Noel è divertente, è sempre divertente. Non è cambiato così tanto negli ultimi quindici anni. Davvero non ci sono differenze”.

“Ma è diverso essere in tour come roadie da esserlo come il leader di una band come gli Oasis…”
Phil: “Ma quando lui era il roadie per gli Inspiral Carpets era abituato già a fare tutto quello che fa oggi. Se ne stava in ufficio a rilasciare interviste alle radio svedesi al posto degli Inspiral Carpets. Erano cose noiose per la band e lui le faceva al loro posto. Vendeva le t-shirt. Sapeva come era essere in una band prima di fare parte di una band. Quando gli Oasis hanno iniziato lui aveva già fatto le esperienze necessarie. Sapeva cosa stava facendo. Quando sono andati in America non era una cosa nuova per lui. Sapeva come farsi fare un contratto discografico. Da allora è il capo in carica”.

“Ma come sono attualmente le relazioni con i membri degli Inspiral Carpets, sembra avere avuto qualche problema di troppo con un membro in particolare della band…”
Phil: “Si, credo che non gli stia genio Clint il tastierista (n.d.e.: Clint Boon è il tastierista degli Inspiral Carpets e ha anche formato la band The Clint Boon Experience, realizzando qualche singolo per la sua stessa etichetta: la Artful). Ma non ci sono problemi con gli altri. Graham (Lambert) il chitarrista adesso lavora per una agenzia di promoter in Manchester ed organizzano concerti anche per gli Oasis. Ma non ne so molto”.

“Sei stato coinvolto negli Oasis sin dal loro primo periodo. Avrai molte storie da raccontare”
Phil: “Si, prima di seguirli come Tour Dj sono stato anche roadie per gli Oasis (dal 1993 al 1995)”.

“Sei forse l’unica persona che li ha seguiti dagli inizi sino ad oggi. Che è stato sempre presente. Forse l’unico che possa scrivere una vera biografia della band”
Phil sorride maliziosamente, è vero che conosce molti retroscena ma per lealtà forse deve continuare a custodire segreti quelli più ‘scomodi’: “Si, potrebbe essere un libro davvero interessante. Un grande libro. Se mai lo scrivessi però deve essere un libro diverso. Un libro di rock’n’roll”.

“Sei stato anche a Knebworth nel 1996”
Phil: “Si, al tempo lavoravo con gli Stone Roses di nuovo, ero il loro roadie e arrivammo a Knebworth tutti in elicottero. Ci sono anche delle riprese professionali di tutto quello che è accaduto a Knebworth, ma non è stato mai pubblicato. Forse tengono tutto da parte per il 20° anniversario e farne un documentario, non saprei dire perchè non ne hanno ancora fatto un video”.

“Bonehead ci ha detto che non è stato il miglior concerto degli Oasis. Lui lo ricorda come ‘Madness Knebworth’ con circa 6000 persone nel backstage village, un vero casino…”
Phil: “Si, forse è vero. E’ importante perchè ci sono state così tante persone. Anche Woodstock non è stato forse eccezionale musicalmente ma è diventato storico per tutte le persone che vi parteciparono. La stessa cosa per gli Oasis, con tutte quelle persone. Non vedevano il palco e non vedevano neanche i maxi schermi. Dal palco non riuscivi a vedere la fine della folla. Era oltre la collina. Ma molte di più furono le persone che telefonarono per acquistare un biglietto. Hanno stimato che avrebbero potuto riempire 12 serate consecutive di Knebworth. Le linee telefoniche collassarono. Fu davvero pazzesco”.

“Questa estate in Manchester ci sarà un nuovo evento per gli Oasis, Heaton Park a Manchester”
Phil: “Si, c’è attesa per Manchester, è in un parco grandissimo”.

“Una occasione per un nuovo viaggio in elicottero”
Phil: “Lo spero proprio. E’ come se si giocasse una grande finale di calcio quando gli Oasis suonano a Manchester. Sono tutti esaltati. Senza dubbio sarà il vero evento di questo tour. Sarà pazzesco. In particolare il sabato. L’ultima volta che hanno suonato a Manchester al City Of Manchester Stadium dopo pochi secondi dall’inizio del concerto le barriere furono abbattute…”

“Hai iniziato come Dj Tour insieme agli Oasis nel 1997”
Phil: “Era il Be Here Now tour. Al tempo ero senza lavoro. E Noel mi propose si andare con loro in tour e mettere i dischi prima del concerto. Non lo avevo mai fatto prima”.

“Usi ancora i vinili”
Phil: “Si ma solo in tour. Adesso di solito uso i cd per le serate. I vinili sono troppo pesanti da trasportare in giro. E’ più comodo andare in giro con una valigia più leggera e piccola”.

“Mai pensato di usare un iPod?”
Phil: “Non ho un iPod. Non sono un estimatore della musica digitale. E in tour porto con me circa 500 albums. Non so il numero esatto. Ma sono tanti. E compro altri vinili mentre sono in tour”.

“Quello di Be Here Now è stato il tour più imponente degli Oasis, una scenografia grandiosa, due ore di concerto e Champagne Supernova durava oltre 8 minuti. Cosa ti ricordi…”
Phil: “Siamo andati in tour nel momento in cui la band era al suo apice di notorietà. Nessuna band era più popolare di loro al tempo in Gran Bretagna. Era tutto esagerato e pazzesco”.
Cerco di farci raccontare qualche episodio che si ricorda in particolare di quel periodo. Phil fa una piccola pausa per riflettere e poi continua:
“In verità ogni giorno era pazzesco. Ma erano gli altri ad essere esaltati. Voglio dire che era la stampa ed i fans ad essere impazziti per gli Oasis. Erano le aspettative ad essere più alte”.

“Noel ha detto che era tutto più assurdo e esagerato anche a causa dei problemi di droga dei membri della band…”
Phil (sorride): “Non era un problema al tempo”.

“E’ stato Noel a dire che assumeva droga al tempo…”
Phil (sorride ancora): “Forse lo ha fatto una volta”.
Poi torna più serio: “Quando inizi a fare soldi inizi anche a spenderli. Era il loro momento rock’n’roll, senza dubbio”.

“Rimaniamo in tema gossip, nel 2002 sei stato arrestato a Monaco insieme a Liam, cosa è accaduto?”
Phil: “Si, sono stato coinvolto e arrestato insieme a Liam. Non so davvero come è iniziata la cosa. Io stavo per andare a dormire. Poi è successo qualcosa e sono stato coinvolto. La cosa è abbastanza strana se si pensa che noi siamo stati arrestati e nessuno degli altri ragazzi. Stiamo per tornare a Monaco, credo la prossima settimana. E sarà la prima volta dal 2002. Ma non saremo nello stesso hotel”. (ride)
“Lo credo bene…”
Phil: “E’ stato uno strano evento, un tavolo rotto, una rissa e la polizia che interviene subito per arrestare solo gli inglesi”

“La polizia sapeva che c’erano gli Oasis?”
Phil: “Si, probabilmente sapevano chi eravamo, che facevamo parte degli Oasis o dello staff. Questo è il sud della Germania. Mi piace essere nella zona nord, Amburgo ad esempio. Il sud è assolutamente diverso. Sono tutti grossi, sembrano texani… Il resto della Germania è buono”.

“Anche in Italia ci sono differenze territoriali. I fans di Roma e del sud Italia sono forse più calorosi di quelli del nord”
Phil: “Si, probabilmente anche più matti. A Milano i fans sono calorosi ma se si scende in giù vediamo che sono più scatenati. Ma non siamo mai arrivati a fare un concerto a Napoli ancora…”

“La band suona ‘Bag It Up’ e ‘The Turning’ ai soundcheck, ma ha escluso queste canzoni dai concerti, puoi dirci qualcosa?”
Phil: “Le stanno facendo nei soundcheck di recente, forse perchè vogliono avere altre da canzoni da poter inserire nel set. Magari per eventi speciali, non saprei”.

“Ma da ottobre 2008 la loro setlist è invariata”
Phil: “Si, l’unica eccezione è stata ‘My Bigmouth’, ma queste sono decisioni di Noel, the Chief. Comunque la setlist funziona e allora perchè cambiarla?”

“Sei stato tante volte in Italia con gli Oasis e prima ancora con gli Stone Roses. Quando è stata la tua prima visita in Italia?”
Phil: “La prima volta che sono venuto in Italia è stato nel 1988 durante un viaggio in Europa in treno, sono stato a Roma, a Brindisi. Ma solo un giorno a Roma non è nulla. E’ una città storica, non come Manchester”.

“Torniamo agli Oasis. Cosa pensi delle canzoni di Liam?”
Phil: “Amo le sue canzoni. Migliorano ogni volta. Nell’ultimo tour mi ha fatto ascoltare due cd pieni di sue canzoni demo. Sono grandiose e purtroppo alcune potresti non ascoltarle mai”.

“E’ Noel che decide quali canzoni pubblicare, magari canzoni come ‘The Boy With The Blues’ o ‘I Believe In All’ meritavano almeno di essere b-sides, al posto dei remix…”
Phil: “Lo dirò a Noel” (ride)
Iniziamo a parlare di I’m Outta Time, il singolo di Liam e della posizione raggiunta in classifica nelle Uk Charts. Nel frattempo si spalanca la porta che conduce al chiostro all’aperto dove ci troviamo e una voce decisa ci richiama: “Tutte bugie, sono tutte bugie. Non gli credete”.
E’ Liam Gallagher che entra e arriva davanti la nostra videocamera per proclamare: “He is a fantasist” (Una persona che confonde la realtà con la fantasia).
Liam Gallagher e Phil Smith sono inseparabili durante i tour, soprattutto negli ultimi anni dove Noel e Liam trascorrono la maggiorparte del tempo separatamente. Phil è il braccio destro di Liam, soprattutto dopo i concerti, quando la serata ha un proseguimento.
Liam chiede se l’intervista sarà tradotta in italiano. Rimane con noi, intenzionato ad ascoltarci per il tempo di una sigaretta:

“Quale è il tuo album degli Oasis preferito?”
Phil: “Be Here Now. Un grande album. Ho ricevuto un dvd di una coverband italiana degli Oasis che ha suonato per intero il set di Be Here Now”
Liam: “L’ho perso la scorsa notte”
Phil: “No, sono sicuro che è in camera mia”
Liam: “Come si chiama la band?”
Phil: “Credo Burning Rain… Sono sicuro che il dvd è in camera mia”

“Quale è la tua canzone preferita degli Oasis?”
Phil: “La mia canzone preferita è Supersonic. Fu praticamente scritta e registrata in studio. Una sola registrazione. Furono spese 100 sterline per quella canzone”.

“Quale è la tua band preferita…”
Phil: “Devo dirti che la mia band preferita di tutti i tempi sono gli Echo & The Bunnymen. Era la band di quando ero un ragazzo. Mi piacciono i dischi degli anni ottanta e tutta quella musica che ascoltavo quando avevo quindici o sedici anni…”

“E’ la stessa musica che selezioni nei club come dj?”
Phil: “No, mi piacerebbe, ma non metto quel genere di musica nei club. Metto musica più attuale e tutta quella merda per far ballare le ragazze in pista. Faccio ascoltare i dischi che mi chiedono. Se le persone mi chiedono gli Oasis li accontento, cerco di far divertire le persone presenti”.

“Come scegli i brani prima dei concerti degli Oasis?”
Phil: “La musica che seleziono prima dei concerti la scelgo io. A meno che non ci siano richieste specifiche della band. Qualche volta capita che Noel parli di qualche vecchio brano anni 70 che ha ascoltato da qualche parte e di cui nessuno ha mai sentito parlare prima… Allora cerco di scoprire come avere quel brano in vinile. Vado su Ebay per comprarlo subito e magari selezionarlo nel successivo concerto. Quando ho messo ‘BlueMoon’ cantata da Elvis alla fine del concerto è stato per desiderio di Noel. E’ l’inno del City e Noel mi ha chiamato prima del tour per sapere se lo avevo in vinile e lo portavo con me. In qualche occasione mi chiede di metterlo alla fine del concerto”.

“Anche tu tifi per il Manchester City come Liam e Noel e l’intero staff degli Oasis?”
Phil: “Si, tifo per il City, ma penso sia solo una coincidenza che siamo tutti fans dei citizens. C’è in effetti solo una persona fan dello United. Solo il roadie personale di Andy Bell è un fan del Manchester United. Ma tutti lo ammutoliamo”.

“Cosa pensi dei fans italiani degli Oasis?”
Phil: “Sono il pubblico migliore, i migliori fans… Quando i fans sono così calorosi anche il concerto è più intenso. La band dà qualcosa in più. Soprattutto Liam. I fans in Italia sono davvero coinvolti. Non sono lì per ascoltare solo un paio di canzoni che conoscono. Sono molto passionali”.

“Forse troppo passionali?”
Phil: “Non saprei, Liam adesso ad esempio è fuori a parlare con qualche fan. Si trova bene con i fans italiani”.

Abbiamo amabilmente conversato per un’ora e dopo le foto ci congediamo ringraziando Phil per la sua disponibilità e per tutto ciò che ci ha raccontato.

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