ROMA - Sabato 5 dicembre 2009

“The real Big Brother”

Paul Gallagher è il primogenito e sicuramente il meno noto dei tre fratelli Gallagher. Nato l’11 gennaio del 1966, circa un anno e mezzo prima di Noel, tifa il City e ha sempre cercato di trovare il suo posto nel mondo della musica.
Alla fine degli anni 80 ha iniziato a selezionare dischi in alcuni locali a Manchester, per abbandonare le scene con l’avvento del periodo acid house music.
Ha lavorato per la Creation Records durante gli anni 90, diventando anche il manager di una band.
Dal 2006 è tornato a selezionare dischi a partire dalle Hindu Nights di Gent (in Belgio), dove è attualmente resident dj.
Da allora ha selezionato dischi in varie parti del mondo e ora, per la prima volta e in esclusiva per Wonderwall, anche in Italia.

Intervista e foto di Fabio D’Antonio

Conversiamo amabilmente sorseggiando del tea nel salottino di un elegante hotel, immerso nel verde e la quiete della campagna romana.
E’ il secondo giorno insieme a Paul Gallagher, arrivato a Roma per partecipare alla Supersonic Night del 4 dicembre a Stazione Birra. E’ un vero piacere chiacchierare con il terzo fratello in questo sabato pomeriggio soleggiato e caldo (per quanto possibile in dicembre).
Parliamo di musica e della serata appena trascorsa, una grandiosa serata, con una grande partecipazione di mad for it che testimonia (se mai ce ne fosse stato bisogno) la febbre Oasis dei fans italiani, per nulla sopita nonostante il definitivo abbandono di Noel e lo scioglimento della band.
Il litigio tra Noel e Liam è stato già somatizzato da tutti i fans, ma non la loro effettiva separazione. Le baruffe tra i due fratelli non sono una novità per nessuno, ma la resa di Noel con un breve comunicato stampa alla vigilia della data di Milano (I-Day Festival del 30 agosto 2009) brucia ancora. Un brutto incubo dal quale ancora ci si deve svegliare. Sono passati appena 3 mesi dal giorno del ‘disastro’, i fans degli Oasis manifestano ancora sentimenti contrastanti attraverso i social network: rabbia, incredulità, fatalismo, graditudine e sconforto…
Paul ha appena avuto modo di assaggiare il caloroso pubblico italiano ed è rimasto deliziato dalla bravura delle tribute band. Tutte cose che racconterà molto presto a Liam, con il quale sembra avere attualmente un rapporto più solido e autentico. Forse è così da sempre.
Paul rivendica diversi tratti del carattere, dei gusti e dello stile di Liam come originariamente suoi; trasmessi al fratello più piccolo quando era un modello da seguire.
Passeranno il giorno di Natale insieme. Senza Noel.

Tra poche ore Paul ha il suo volo per Parigi, dove raggiungerà la sua fidanzata, ma è ben disposto a concedere questa intervista, nonostante non ci sia il tempo necessario per tutti i quesiti…

Paul: “Quelle sono le domande?” (sorride)
Ho appena estratto un inquietante foglio con gli appunti per le domande, sono scritte a mano con una calligrafia minuta e indecifrabile… Appena preparata la videocamera si inizia a registrare e chiedo di fare un saluto ai fans italiani. Paul appare divertito e si presenta a modo suo: “Ciao Italia, mi chiamo Boris Karloff… no, sono Paul Gallagher”

“Dove vivi e di cosa ti occupi maggiormente?”
Paul: “Vivo a Londra attualmente. Faccio il dj e… altre cose”.

“Sei ancora coinvolto musicalmente nella promozione di qualche band?”
Paul: “No, non promuovo più nessuna band. E’ stato dieci anni fa. Tutto dimenticato. Adesso penso a me. Sto lavorando all’organizzazione di un piccolo Festival musicale in Irlanda per il prossimo settembre 2010”.

“Nell’immediato quali sono i tuoi impegni?”
Paul: “Natale con Liam e forse a Kuala Lumpur come dj per Capodanno…”

“Così lontano?”
Paul: “Kuala Lumpur o qualsiasi altro posto, non è un problema sino a quando ci saranno i treni e gli aerei”.

“Sei riconosciuto in strada dai fans degli Oasis come fratello Gallagher?”
Paul: “In Italia non mi accade, neanche in Belgio. A Londra succede, a Manchester ovviamente”.

“Ti fanno sempre le stesse domande…”
Paul: “Ma oramai non li faccio più parlare. Chi prova a chiedere: ‘Tu…’ – gli rispondo subito ‘No’. Quasi tutti guardano e passano”.

“Quale è stata la domanda più bizzarra o insolita che ti è stata fatta da un fan degli Oasis?”
Paul (ci pensa un pò): “Non saprei dirti… ma posso raccontarti cosa mi è successo in America. Ero nello stesso hotel della band che doveva suonare a Los Angeles. Credo fosse il 1998. Avevo chiesto alla reception di non farmi passare nessuna telefonata e di non disturbarmi perchè volevo riposare… e poi arriva questa stramba telefonata… (Paul cambia voce e adotta un caratteristico accento americano): ‘Hey amico, tu non mi conosci, sono il figlio di Jim Morrison, sai quello dei Doors… la mia band suona stasera e mi chiedevo se ti andava di venire a vederci’. Ed io: ‘No, vaff***’. Erano le nove del mattino e un tizio che diceva di essere il figlio di Jim Morrison mi ha chiamato in hotel per invitarmi al concerto della sua band. Una vera stronzata… Ma non credo fosse un fan degli Oasis”.

“Gli Oasis hanno cambiato la tua vita?”
Paul: “Non mi hanno cambiato la vita. E’ sempre la stessa, anche se forse oggi non sarei a Roma se non erano così famosi”.

“Ti senti a tuo agio ad avere i tuoi fratelli in una band famosa come gli Oasis. E’ stato fastidioso a volte?”
Paul: “E’ tutto ok, sono passati diciotto anni. E’ molto tempo. Non è più il 1995 quando tutto era davvero pazzesco e inatteso”.

“Quali sono i 5 dischi che hanno cambiato la tua vita, esclusi gli Oasis?”
Paul: “Posso dirti alcuni album che mi piacciono, ma non mi hanno cambiato la vita… l’album omonimo dei ‘The Specials’, l’album ‘In The City’ e anche ‘Sound Affects’ dei Jam, l’album ‘1st’ dei Bee Gees pubblicato nel 1967… e ‘The Queen Is Dead’ degli Smiths”.

“Quale è il tuo album preferito degli Oasis?”
Paul: “Definitely Maybe (risponde con sicurezza e sorride). E’ stato il primo. Non so se è il migliore, ma è quello che ha cambiato le cose. In quel periodo si ascoltava musica americana. Cose tipo Nirvana. In Inghilterra c’erano i Blur, Suede. Ma c’era una certa differenza di popolarità. Poi all’improvviso arrivano gli Oasis e boom! Spazzarono via tutte le altre band in un attimo. Fu pazzesco il periodo dal 1995 al 1996”.

“Quali sono le 5 canzoni che preferisci degli Oasis?”
Paul: “Rockin’ Chair, Stay Young, To Be Where There’s Life, Don’t Go Away e Supersonic”.

“Non hai menzionato nessuna canzone di Liam…”
Paul: “Songbird… Liam migliora sempre, diamogli tempo”.

“Cosa ci racconti di Knebworth… eri nel backstage?”
Paul: “No, non sono stato a Knebworth. Ho preferito fare una vacanza in Tunisia. Mi sono perso Loch Lomond, Knebworth, Pairc Ui a Cork (Irlanda). Non ho assistito a questi mega concerti all’epoca. Andai in Tunisia per allontanarmi dalla Oasis-mania e rilassarmi. Entro in un bar e il jukebox suona musica degli Oasis. Me ne vado nella ca**o di Tunisia, sino in Africa, per allontanarmi dall’isteria di quei giorni. E mi rendo conto in quel momento che erano famosi anche in nord africa… aaargh!”

“Quali sono stati i migliori concerti degli Oasis ai quali sei stato presente?”
Paul: “Direi il Point di Dublino nel 1996 [gli Oasis hanno suonato al Point Depot di Dublino il 22 e 23 marzo 1996] è stato molto tempo fa, molte pinte di birra fa… con diecimila pazzi all’interno dell’arena. Poi ancora Wolverhampton nel 1994 [gli Oasis hanno suonato in due occasioni nel 1994 in Wolverhampton. Alla Civic Hall di l’11 dicembre e alla Wulfrun Hal l’11 agosto]”.

“Puoi provare a descrivere in una parola le persone che ti vado a nominare?”
Paul: “Faccio un tentativo…”
“Noel Gallagher”
Paul (sorride e fa un ghigno): “Eeeeeh”
“Ma non è una parola…”
Paul: “Eeeeeh, questa per me è una parola”
“Liam Gallagher”
Paul (sorride ancora, è ovvio che non vuole esprimere nulla che possa essere strumentalizzato nei confronti dei suoi fratelli e ripete guardandoci divertito): “Uuuuuh”
“Bonehead”
Paul (si esprime in italiano): “Magnifico”
“Guigsy”
Paul: “Invisibile”
“Tony McCarroll”
Paul: “Perduto” (Paul usa il termine ‘Lost’ che potrebbe avere varie interpretazioni: disperso; sciupato; mancato)
“Alan White”
Paul: “Cockney” (‘Londinese’)
“Gem Archer”
Paul: “Grandioso”
“Andy Bell”
Paul: “Posh Boy” (‘Ragazzo elegante’)
“Phil Smith”
Paul: “Geniale” (Ovviamente su questo giudizio così positivo deve aver pesato, almeno un pò, il fatto che i due sono stati insieme i protagonisti della Supersonic Night del giorno prima. Trascorrendo gran parte del tempo che ha preceduto la loro esibizione a bere birra). Poi aggiunge: “Un genio senza telefono cellulare… deve comprarne uno”
“Alan McGee”
Paul: “Ginger Joke” (‘Scherzo rosso’)
“Paul Gallagher”
Paul: “Amazing” (‘Stupefacente’). Ridiamo tutti insieme.

“Hai scritto un libro sulla vostra infanzia, ‘Brothers, from Childhood to Oasis’. Non ti spiace se ti chiedo come era Liam da piccolo. Immagino fosse una vera peste…”
Paul: “Non era cattivo, era molto rumoroso, faceva un gran baccano”.

“Pensi di aver influenzato in qualche modo Liam?”
Paul: “Si, ha rubato i miei vestiti, i miei dischi, i miei gusti, le mie idee e la mia filosofia”. Guarda la telecamera e punta il dito: “Ladro”.

“E adesso sta vendendo tutto questo con la musica e la linea di abbigliamento…”
Paul: “Ascolta, è evidente… Pretty Green, ovvero PG… (indica se stesso) poi c’è la Big Brother e chi è il fratello più grande? Hai bisogno di altre prove?”

Paul Gallagher sa essere molto divertente quando vuole. Ha uno spiccato senso dell’ironia, tuttavia è indubbio che è stato molto influente sul carattere e sui gusti di Liam.
“Cosa pensi della scelta di Liam di produrre una propria linea di abbigliamento?”
Paul: “E’ una bella cosa. Una buona idea”.
Non potrebbe rispondere diversamente, considerato anche il fatto che Paul indossa proprio una t-shirt blue navy con il logo in bianco (ben evidente) della Pretty Green. Gli chiedo allora se riceve un compenso da Liam per averlo ispirato anni fa:
Paul: “No e mi deve dei soldi… (sorride e guarda la telecamera) attendo le mie provvigioni… vanno bene in euro, sterline, sloti, yen, dollars… qualsiasi modo…”

“Suoni qualche strumento?”
Paul: “No, nessuno strumento tranne la mia bocca!”

“Hai mai pensato, nei primi periodi della band, di far parte degli Oasis in qualche modo? C’erano già due tuoi fratelli”
Paul: “No, proprio no. Non siamo gli Osmonds”.

“Li hai mai presi in giro per il fatto che facevano parte di una stessa band?”
Paul: “No, per la verità non mi importava molto. Ed è rimasta una cosa che non mi appartiene. Loro hanno creato la band e sempre loro hanno sciolto la band”.

“Quale è stato il regalo più bello che hai ricevuto da Liam o Noel?”
Paul: “Non ho mai ricevuto regali” (ha un sorriso beffardo e allora gli faccio notare che indossa la tshirt della Pretty Green). “Ho avuto questa tshirt, sciarpa, cappello e cappotto come compenso…”
Paul mi ha raccontato precedentemente (durante il pranzo) di aver selezionato i dischi, pochi giorni prima, al Pretty Green Launch Party a Londra e di aver ricevuto capi di abbigliamento e un iPod (personalizzato Pretty Green) come compenso.

“Mi hai detto che eri presente la notte di Parigi, eri nel backstage. Sono circolate molte versioni di quello che è accaduto…”
Paul: “Si ero Parigi, dovevo selezionare i dischi per l’aftershow party. L’unica cosa che posso dirti è che la band non ha suonato quella sera”

“Pensi che torneranno insieme in futuro…”
Paul: “Davvero non saprei, ma la vita è lunga”
(L’ermetismo di Paul si fa ancora più evidente quando gli chiedo se ha avuto impressioni di quali possa essere il futuro prossimo dei suoi fratelli): “Non ne ho idea”. Poi comunque aggiunge: “Liam si sta occupando della sua linea di abbigliamento e ha registrato dei nuovi demo in studio con Andy e Gem. Noel dovrebbe fare il suo disco solista. Vedremo cosa accade… Sono sicuro che tu sarai il primo a saperlo”.

“Non è la tua prima volta in Italia”
Paul: “Si nel 2006 ero in Italia per il concerto degli Oasis al Palalottomatica. Mi piace l’Italia nonostante non abbia mai avuto il tempo necessario per visitarla. Non sono mai stato neanche a Milano. Poi ho degli amici in Sicilia, ad Agrigento”.

“Quale è il genere di musica che selezioni come dj?”
Paul: “Seleziono musica dagli anni 50 sino ad oggi, qualsiasi cosa, ma di solito non metto musica degli Oasis. Poi, ad esempio, ieri sera non ce n’era nessun bisogno dopo due tribute band degli Oasis”.

“Quali sono le nuove band che ascolti in questo periodo?”
Paul: “Non ascolto quasi mai le nuove band. Nel mio iPod ci sono vecchi album. Ma posso segnalarti tre nuove band che sono ottime: Here Comes The Landed Gentry (Derry – Irlanda), Exit Calm (Barnsley – Uk), Free Peace (Liverpool – Uk)”.

Il tempo a nostra disposizione è finito, dobbiamo dirigerci verso l’aeroporto di Ciampino. Nonostante l’intervista ufficiale sia conclusa, si continua a conversare amichevolmente sino al terminal delle partenze e ci salutiamo praticamente nello stesso punto dell’incontro del giorno prima.

Le ultime parole, dopo aver parlato di calcio (Paul è un fanatico del Manchester City e della nazionale irlandese), sono state ancora per gli Oasis e della tristezza che hanno infondato nei fans con il loro scioglimento: “Non è morto nessuno e faranno ancora musica” – esclama Paul… e forse ha ragione lui.

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