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Ecco la recensione del concerto del 4 giugno 2009 di Paolo Giacomelli, uno dei tanti  fan italiani presenti a Heaton Park di Manchester.

Sole e birra che piove costantemente dal cielo sono solo l’inizio di quello che poi si è rivelato un grande regalo degli Oasis ai loro fan accorsi “a casa loro”, Manchester. Regalo in tutti i sensi perchè, oltre all’ottima performance della band, si è aggiunta la promessa fatta da Noel di rimborsare i biglietti a tutti i partecipanti per scusarsi dei problemi tecnici al generatore elettrico che li ha costretti a due false partenze sulle note di Rock ‘n’ roll star e Lyla.
Dopodichè un crescendo di grande musica che ha raggiunto l’apice con i classici The Masterplan, Wonderwall, Don’t Look Back in Anger e Champagne Supernova ma che è sempre rimasto di ottimo livello. Complice una scaletta già usata per tutto il tour di Dig Out Your Soul, con aggiunta di pezzi inaspettati come My Big Mouth (che lo stesso Liam si è dedicato) e soprattutto la stupenda b-side Half the World Away che Noel ha cantato con la solita passione per i suoi pezzi minori.
Pronti via e con un tempismo perfetto, sui ritornelli di Rock ‘n’ Roll Star, il sistema audio va in tilt e costringe la band a lasciare il palco per qualche minuto. Apparentemente risolto il problema si riparte con Lyla, ma il generatore fa le bizze e costringe Noel a scaraventare via il plettro e andarsene prima degli altri, con un disappunto che si legge chiaramente sul suo viso notoriamente impassibile. Quì, a causa della loro fama, non ci si può che aspettare il peggio ma quando il “fratellone” rientra per la terza volta e dichiara che tutto è risolto e che comunque il concerto è diventato gratis, promettendo il rimborso dei biglietti, i quasi settanta mila di Heaton Park incitano caldamente la band a dare il massimo.
Da qui in poi neanche una sbavatura, con Liam che pare aver ritrovato una voce che sembrava ormai un ricordo di gioventù (complice un periodo di riposo dopo il tour invernale) e con tutti gli altri a suonare egregiamente oltre l’orario stabilito per il coprifuoco e senza fare nemmeno una pausa. Anche l’usuale break che precede il “bis” viene saltato e gli Oasis non sembrano risentirne minimamamente (i fratellini probabilmente sono davvero young and invincible), tant’è che la cover di chiusura, I Am the Walrus, è la dimostrazione di come la loro sia palesemente una delle più grandi rock band della storia e nonostante gli alti e bassi, sappiano anche come fare dei grandi spettacoli live.
Thanks pals.

PAOLO GIACOMELLI

heaton park -paolo giacomelli

heaton park -paolo giacomelli

heaton park -paolo giacomelli

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